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OUTFIT CHOICE BY BIZIO

Questa sera insieme a Stefano abbiamo iniziato il viaggio dell'enogastronomia e della bellezza legata ai nostri luoghi.

 Ci piacerebbe attraverso un gioco, scoprire un piatto tipico della vostra Regione ed un racconto curioso legato o al cibo o ad una caratteristica/monumento sempre della vostra Regione. Potete scrivere qui sotto i vostri piccoli racconti.

Con Stefano andremo poi a prendere spunto da quello che ci avete raccontato per farvi qualche domanda in merito. Chi risponderà in modo più simpatico, accattivante e curioso, vincerà un premio.

E magari le prossime ricette potrebbero essere proprio legate alle vostre tradizioni e a questo gioco.

Siete pronti? Via alle vostre ricerche da Enciclopedia Treccani.

Buona notte

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This evening together with Stefano we began the journey of food and wine and the beauty linked to our places. We would like to discover a typical dish of your Region and a curious story linked to food or to a characteristic/monument of your Region through a game. You can write your little stories below. With Stefano we will then take inspiration from what you have told us to ask you some questions about it. Whoever answers in the most fun, captivating and curious way will win a prize.

And maybe the next recipes could be linked to your traditions and to this game.

Are you ready? Start your research from the Treccani Encyclopedia.

Good night

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2025-01-17 LiVE STREAM Firday GC

Comments

Valter

Buonasera Simona non riesco a scriverti in diretta ma ci sono

Pete

Simona that was an incredible broadcast, You are so sexy and real. I love it

duilio

ciao simo! puntata bella,autfit molto sexi anche se preferivo la 3 scelta, a proposito di piatti tipici,per l'amico stefano qui a salerno ce' solo da scegliere tra mozzarella,pizza,melenzane,simo ti racconto un episodio,lavoravo in un caseificio di mozzarelle ero minorenne,dato che la tentazione era forte un assaggino la mattina uno di pomeriggio uno di sera,finche non se ne accorto il capo,morale della favola mi a licenziato,meglio cosi seno' il colesterolo non so' dove sarebbe arrivato.Adesso ti saluto un bacio e a presto T.V.B....

Afonso Martins

Sono triste di non aver potuto partecipare a una live serale così bella. Simona, il tuo outfit era incredibilmente sexy e tu eri piena di erotismo. Ho deciso di portarti con me e mi hai accompagnato nella mia routine mattutina. Ho portato l'iPad sotto la doccia e ho guardato la conversazione con grande interesse. Dopo essermi vestito ti ho portato a fare colazione e ho ascoltato attentamente l'idea del gioco, ho finito vicino alla finestra mentre cercavo i primi raggi di sole di questa giornata gelida. Non ho parole per dire quanto ti amo, devo dire che oltre ad essere una donna straordinaria sei autentica e reale, e questo è così accattivante. Grazie mille. Baci. PS: Cercherò una buona storia sul cibo da raccontarvi presto.

Cosmic Brother

Goodness gracious me!!! How wonderfully beautiful and captivating you looked in this late night live broadcast! Your outfits just get better and better... and your high riding mini skirt was stupendous... WOW! ☄️💥🔥🔥I wonder what the next late night live will bring? A body art special would be interesting.... You are becoming a true legend Simona!!! Herculean hugs and Cosmic kisses to you...👏👏👏❤️😘

Roger Moore

Simona, you are incredibly beautiful

SimoNonSoloRadio

body art è una bella idea, io mi ero prestata per fare body art tantissimi anni fa quando il corpo lo permetteva ancora :-) era stato molto interessante ed avevo in mente un progetto ma poi non lo avevo mai mandato avanti ed è svanito tutto. Ti auguro un buon week end e grazie

SimoNonSoloRadio

Be l'outfit era stato scelto da Bizio e quindi il merito va a lui :-) In effetti sei mancato nelle nostre chiacchierate ma spero ti rifarai presto partecipando al gioco LOL. Un abbraccio e che sia un buon week end

SimoNonSoloRadio

LOL ma che storia simpatica e anche sei stato monello! Però capisco che la tentazione fosse forte, anche io adoro le mozzarelle campane; quando scendevo ad Atripalda a trovare mio suocere che lavorava li, ne facevo scorpacciate. Bene grazie per il racconto e buon week end ed occhio al colesterolo! baci

SimoNonSoloRadio

valter che bello leggere che eri presente! Aspetto qualche storia sul cibo allora. bacioni

Cosmic Brother

Simona I think your physique is ideal for body art right now and I greatly encourage you to try it again! It would be so beautiful and I hope you seriously consider this as a late night live theme. Sending you cosmic vibes from sunny Spain...☀️🌴❤️😘

luca Francesco

Ciaoo Simoo! Diretta interessantissima e poi Stefano è sempre top.Complimenti per la scelta dell 'outfit che, come detto da chi l'ha scelto ,ha avuto risvolti interessanti lasciando intravedere eroticamente ma non volgarmente il tuo corpo stupendo. Io sono calabrese e precisamente della provincia di Cosenza di un paese sul tirreno cosentino. Nella mia regione ci sono varie ricette di mare di terra in base ai luoghi dove esse vengono fatte . La cucina calabrese è comunque perlopiù contadina.Una ricetta che quando la nomini dici Calabria è la famosa pipi e patate. E' un piatto contadino sostanzioso fatto da peperoni e patate e olio extravergine d'oliva cotto in padella. Le patate dovranno risultare croccanti e i peperoni morbidi ma consistenti. Veniva mangiato dai contadini o la sera al ritorno a casa oppure se lo portavano nei campi depositando la pietanza in una pagnotta di pane alta scavata al centro. Pipi e patate può essere mangiato pure con la pitta calabrese che è un pane basso a forma di ciambella. Per i monumenti mi rifaccio invece al patrono della Calabria e della gente di mare San Francesco da Paola. Egli fece tanti miracoli fra i quali quello delle pietre del miracolo avvenuto durante la costruzione della chiesa voluta proprio da San Francesco. Le pietre del miracolo si trovano Nel pendio sottostante il piazzale dell'obelisco. Si tratta di due grossi macigni che stavano precipitando a valle mentre degli operai lavoravano alla costruzione della chiesa. Appena visto il pericolo, il Santo si rivolse alle pietre gridando: "Per carità, fermatevi!". Ancora oggi, le pietre, sfidando la legge di gravità, rimangono in bilico, nonostante il baricentro di entrambe sia abbondantemente sbilanciato. Se volete sapre altro basta chiedere.Bacii

Simon

È stata una diretta meravigliosa ieri sera e sono stato felice di partecipare in piccola parte. Guardare la mia donna preferita è sempre un piacere. L'abito è stato scelto bene da Bizio, ma è la donna che realizza i vestiti. Gli abiti sono belli perché sei tu che li indossi. Nella mia giovinezza ho vissuto in una regione molto rurale. La maggior parte dell'est del paese comprende fattorie che producono verdure, cereali e carne. Vivevo a 20 chilometri dal più grande produttore di tacchini del paese. Durante le vacanze scolastiche di Natale ho lavorato per questa azienda per 3 settimane confezionando tacchini congelati. C'erano circa 25 lavoratori temporanei durante quel periodo e io ero il più giovane. La maggior parte delle persone che confezionavano tacchini erano donne. Il mio miglior regalo di Natale quell'anno? Durante una pausa pranzo, ho perso la verginità. Aveva 32 anni, il doppio della mia età.

BONIOL Marc

Bonsoir Simona , je viens de voir votre live de hier soir en entier.C'est une merveille de sensualité! Vous êtes a " croquer". Continuez! Bises

David Metcalf

Looking absolutely gorgeous angel Simona

Klaus Wurz

thanks simona,for this wonderful video

SimoNonSoloRadio

Ciao Simon innanzitutto grazie per le belle parole sulla donna e sui vestiti LOL. Tacchini forse io non li ho mai mangiati; è stata una bella esperienza la tua sicuramente sotto tanti punti di vista :-)

SimoNonSoloRadio

Luca verissimo di Stefano ma devo dire che tu sei un pozzo di storia e mi piace molto quando ci racconti la storia dei tuoi luoghi ed oggi sei di nuovo stato molto interessante. Continua a raccontarci il tuo bel paese perchè si capisce quanto ne sai e quanto lo ami. Grazie mille davvero per condividere la tua conoscenza

nando69

piatto tipico lucano e’ la pasta fatta in casa con il sugo di agnello ( non propio da dieta). mia madre mi raccontava sempre che quando lei insaporiva la pasta con il formaggio ( a quei tempi un bene di lusso) mio nonno gli diceva di metterne pochissimo altrimenti sarebbe cresciuta con le gambe storte.

luca Francesco

Appena posso penso domani farò un altro post con un altro piatto tipico e un altro miracolo di San Francesco oppure la storia di un monumento che "guarda il mare" che si trova al paese vicino al mio.

Alfonso

A un'ora e 2 minuti, l'angolo della telecamera più in basso sarebbe stato di classe mondiale....

Afonso Martins

Sono d'accordo con Simon, l'outfit potrà anche essere stato scelto da Bizio ma chi lo indossa è colui che fa la magia per renderlo bello e stimolante. Baci

Afonso Martins

I Ovos Moles di Aveiro hanno le loro origini nel XVI secolo, segnate dall'influenza dei conventi femminili della regione. Come altri dolci conventuali portoghesi, nacquero dall'uso abbondante dei tuorli d'uovo. Gli albumi venivano spesso utilizzati per scopi pratici, come inamidare gli abiti religiosi, lasciando un eccesso di tuorli. Le suore, ingegnose e talentuose nell'arte della pasticceria, trasformarono questo eccesso in una prelibatezza dolce, mescolando i tuorli con lo zucchero. La tradizione è sopravvissuta anche dopo l'estinzione degli ordini religiosi nel XIX secolo, grazie alle donne della regione che hanno continuato a preservare la ricetta come eredità culturale. Oggi, i Ovos Moles di Aveiro sono molto più di un semplice dolce tradizionale; rappresentano un simbolo della città e della sua identità. Con Indicazione Geografica Protetta (IGP), si distinguono per la loro unicità: un ripieno dolce e cremoso di uova e zucchero, avvolto in ostia modellata in forme che richiamano il mare, come conchiglie e pesci. Oltre a essere venduti in queste forme artistiche, si trovano anche nelle iconiche piccole botti di legno, una presentazione classica che rende l’esperienza ancora più autentica. Parlando di piccole botti di legno, una volta, avevo circa 28 anni, non ricordo bene, un amico più giovane voleva impressionare una donna, ma non aveva una casa dove poterla accogliere. Ho accettato di organizzare una cena con una condizione: portare una donna con cui avrei avuto un appuntamento al buio. Il mio amico ha accettato e ha portato la sorella della donna che voleva impressionare. La cena è andata molto bene, e la sorella è rimasta molto colpita da me. Ci siamo lasciati coinvolgere fisicamente. A un certo punto, mi ha detto che avrebbe voluto provare a sentirsi come Kim Basinger nel film 9 settimane e mezzo. Qual era il cibo che avevo vicino a me? Ovos Moles di Aveiro. LOL PS: Simona, spero di aver capito bene la sfida che hai lanciato con l'aiuto di Stefano C. Baci e grazie ancora per la notte magica e super sensuale. È stato bellissimo.

luca Francesco

Sempre riguardo questo post porto prima una ricetta calabrese che piacerà a Simona lol e sicuramente a Stefano che è il cultore del quinto quarto che è il morzello di Vitello alla catanzarese. Il Morzello Catanzarese, “U Morzeddhu Catanzarisa”, è la pietanza per eccellenza del capoluogo calabrese. Si ottiene usando trippa e frattaglie bovine, concentrato di pomodoro, peperoncino piccante, sale, alloro e origano, gustandola con un pane tipico catanzarese denominato “pitta”. ORIGINI Il Morzello, per alcuni, sembra risalire al periodo della dominazione saracena, attorno alla fine del secolo IX e l’inizio del secolo X. Un qualcosa che possa richiamare il morzello è, infatti, presente nella gastronomia dei paesi arabi. Si tratta di una specie di focaccia, schiacciata e dalla preparazione simile, per impasto, alla pitta, che viene offerta ricoperta da intingoli conditissimi e speziati, la quale costituisce quasi un piatto quotidiano. Altro elemento che possa associare il morzello ad origini arabe è il fatto che la carne e le frattaglie, componenti l’illustrissimo, devono essere rigorosamente di animali “vaccini”, con assoluta esclusione della carne di maiale. Per altri, l’origine del morzello è da ricercarsi nella zona compresa tra Catanzaro ed i paesi di Tiriolo e Taverna, riconducibile ad un’antica ricetta di origine ebraica, se non addirittura saracena, che aveva interiora di vitello, c.d. “diuneddhi“, fra i suoi ingredienti principali. Il termine “morzeddhu“, che deriverebbe dal latino morsicellus “piccolo morso”, si ritrova anche nella lingua francese morsel, “bocconcino”. Il centro storico del capoluogo calabrese era, fino a pochi anni fa, pieno di morzeddhari, che, nelle loro caratteristiche osterie “putiche”, alle dieci del mattino, cominciavano a vendere questa pietanza agli operai, braccianti e manovali, che avevano già ore di lavoro alle spalle. Da sottolineare, però, che il piatto, già a quell’ora della mattina, era apprezzato anche da appartenenti al ceto borghese della città. A questi lavoratori bastava una porzione di morzello per rigenerare la loro energia fisica, e continuare il lavoro della giornata. la loro energia fisica, e continuare il lavoro della giornata. Il Morzello nasce come piatto povero, fortemente identitario di una tradizione popolare, composto da quelle frattaglie (famoso quinto/quarto) disprezzate storicamente dai ceti più abbienti della società. Ma, la genialità e la fantasia gastronomico-catanzarese ha prodotto il suo successo indiscusso, tanto che, il corso del tempo ha consentito che il gustoso piatto potesse essere richiesto anche sulle tavole dei ricchi. La storia e la preparazione di questo piatto è portata avanti dall’antica congrega dei tre colli che chiama tale piatto “l’llustrissimo morzello” e si rifà per l’origine ma con amabile goliardia alla leggenda raccontata dal poeta catanzarese Achille Curcio, associato onorario della Congrega stessa, che, nel suo libro “La mia Catanzaro”, racconta la “Leggenda di Natale: U Morzeddhu” (si può trovare su internet). Il Morzello è stato il primo prodotto Catanzarese ad essere tutelato con la De.C.O. – Denominazione Comunale d’Origine –, riconoscimento concesso dalla amministrazione comunale di riferimento ad un prodotto, in genere strettamente collegato al territorio, senza alcuna sovrapposizione con le denominazioni d’origine vigenti. Esistono altri tipi di morzello come quello di baccalà per chi non mangia carne e si usa fare durante la Quaresima in special modo il Venerdi Santo, quello solo con trippa di vitello, il morzello “minutu” fatto con interiore di capretto e agnello e il soffritto di maiale fatto con carne ed interiore di maiale. Il morzello è dotato anche di marchio di certificazione depositato e registrato presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy e l’antica congrega tre colli ne è la titolare.

luca Francesco

Ecco una storia che viene da San Lucido (Cosenza ) sul tirreno cosentino che è quella di Cilla. Questa leggenda è un racconto di amore e morte quello che caratterizza la storia di Cilla. Una splendida ragazza che viveva a San Lucido. In un tempo non determinato, Cilla, figlia di un pescatore della cittadina rivieresca, si innamorò di Tuturo anch’egli pescatore del luogo. Nonostante conoscesse bene i pericoli che derivavano dall’andare per mare, giovine decise di andare in sposa al suo amato e da lui ebbe anche un figlio. Una storia d’amore a lieto fine e coronata al meglio dunque, se non fosse che il fato decidesse un finale diverso. Tragico come la vita di chi affronta il mare per sostenere la famiglia. Si narra così che una notte, nonostante il mare non fosse nelle migliori condizioni, Tuturo uscì con la barca per pescare. C’era bisogno visto che le bocche da sfamare erano più di una. D’altronde era capitato altre volte visto che era un pescatore provetto. Ma quella volta la scelta si rivelò fatale. Cilla passò invano l’intera notte ad attenderlo. Non vedendolo arrivare decise di gettarsi dalla rupe per cercarlo in mare, ma annegò. C’è anche chi ricorda che in realtà la donna scelse quella sorte dopo la morte del figlio anch’egli disperso in mare. Stando a quei racconti, si sostiene che nei giorni di tempesta a San Lucido si possano ancora udire le urla disperate di Cilla che invoca l’amore perduto.Una storia straziante che rimanda alla dura vita dei pescatori calabresi di un tempo e della loro sfida quotidiana con il mare per riuscire a sfamare le loro famiglie. Una leggenda che diviene così storia del dolore collettivo celebrato a San Lucido con quella statua realizzata dallo scultore Salvatore Plastina e posta dieci anni addietro in piazzetta Miramare ai piedi della splendida fortezza dei Ruffo a San Lucido.

FIFOUF

coucou Simona je viens de regarder ta publication du 17 JANVIER ET BRAVO POUR TON INSTANT DE PLAISIR SOLITAIRE EN DIRECT. MILLES BISOUS .FIFI