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In questa sequenza ci sono più vignette di cazzate di cui l'autore si sta "liberando", ma soprattutto non c'è la censura sulle parolacce come "cazzo" che sui social mi premuro quasi sempre di coprire, perché non voglio che l'algoritmo penalizzi il post.

La maglietta di Dia esiste davvero, ma la versione in vendita non è bellissima, in pratica la scritta prosegue dopo "I'm so cute" con "my parents decided for having another". In pratica è una di quelle magliette sceme che si mettono ai ragazzini piccoli quando la mamma è incinta del fratellino. Ma a me piaceva che Dia indossasse una maglietta con scritto "I'm so cute" e basta, quindi ho oscurato il resto e nella mia mente, la frase su quella maglietta finisce lì.

Per quanto riguarda invece l'intero episodio, non mi piaceva semplicemente fare polemica, scagliandomi contro i cafoni che in treno parlano ad alta voce come se non esistessero altre 40 persone nella stessa carrozza costrette a farsi i cazzi loro. Ho spostato quindi il "focus" dell'episodio sul fatto che l'autore, su consiglio del chiromante di Fosca, fa questa cosa di liberarsi di tutti i cazzi che ha assorbito non appena entra in casa. L'idea è di ironizzare su queste pratiche para-psicologiche che spesso vengono portate avanti da personaggi che si spacciano come professionisti, ma che sono solo dei cialtroni. Come vi dicevo in altri post precedenti, Fosca è tanto caruccia e bellina, ma non è priva di difetti: forse il suo più grande difetto è quello di credere a tutte queste scemenze.

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