The Dark Path /13 (Patreon)
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13.
Sollevi le mani invocando il silenzio. Uno dei tuoi palmi è rivolto al cielo, ma nell’altra mano stringi ancora la corta catena che arriva fino ai ceppi metallici chiusi attorno ai polsi della strega. La folla non si placa. Lasci cadere la catena, allora, in modo da rivolgere entrambi i palmi verso il cielo. Immediatamente cala il silenzio: quel gesto l’hanno visto più volte, durante la messa e le celebrazioni sante. È quando il celebrante invita la platea al silenzio, appunto.
«Gente di Corona, io vi capisco. – Dici, alzando la voce affinché tutti ti sentano. – Nascosta alle mie spalle c’è una strega, una sposa del demonio, una meretrice, una sudicia peccatrice. Anche io la voglio morta, al pari di voi, credetemi. E anche il Vescovo-Conte la vuole morta, ne sono certo. Ma c’è un motivo se anziché farla giustiziare, Sua Eccellenza mi ha affidato il compito di condurla alla Cattedrale di Sant’Eraldo. Vuole che venga giudicata. Dalla Santa Inquisizione.»
«Vaffanculo.» Sibila lei, nascosta dietro di te, praticamente nella tua ombra.
«Sua Eccellenza sa che l’anima di questa peccatrice, se fosse uccisa prima del processo divino, andrebbe diretta ad aggiungersi alle armate demoniache, e nessuno di noi vuole questo. Giusto? L’unico modo per salvarle l’anima sono le fiamme purificatrici. Capite quindi perché devo assolutamente portarla a San’Eraldo? Non c’è altro modo, o il Caduto avrà vinto! Ed è proprio quello che lei vuole! Non diamole soddisfazione! Lasciateci passare!»
Qualcuno annuisce, qualcun altro mormora perplesso.
«Andiamo, strega.» Sussurri, recuperando la catena a terra e tirandoti la strega dietro. Con un cenno del capo saluti le due guardie del Vescovo-Conte e attraversi la strada. La folla si dirada velocemente facendoti passare, quindi ognuno dei cittadini ritorna alle proprie faccende, come se nulla fosse accaduto, lanciando tuttalpiù occhiatacce diffidenti in direzione della prigioniera.
Ti dirigi verso le stalle, dove hai lasciato Cedar e il tuo scudiero. ▶︎ 28
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28.
Cedar è lì che ti aspetta, nella stalla. Chiudi la porta di legno alle tue spalle. La luce filtra tra le assi sconnesse. C’è puzza di feci di cavallo ed è pieno di mosche verdi. Cedar sta placidamente approfittando dell’abbondante fieno che gli hanno steso davanti al muso. La sua sella è già stata caricata di tutto il tuo equipaggiamento, e lì nei pressi vedi anche il sacco di Evan, traboccante di utensili e altri oggetti che ci tiene a trascinarsi sul groppone.
«Non vedo il mio scudiero.» Mormori allibito.
«Hai anche uno scudiero? Porca puttana sei proprio un nobile del cazz…»
La zittisci strattonando la catena e puntandole il dito al naso.
«Quando sei con me, il tuo parlare dovrà essere casto e puro come quello di una sorella di convento, o giuro che ti taglierò la lingua e la darò in pasto ai corvi. E poi vedremo come riuscirai a difenderti davanti ai giudici della Santa Inquisizione, con la tua bella lingua mozzata!»
Lei sputa a terra. Sai che si tratta di un gesto pagano di scaramanzia. Non te ne curi, perché significa che comunque ti stava ascoltando e che ha capito quello che hai detto. E poi sei preoccupato per altre questioni. Evan non c’è. Avrebbe dovuto attendere qui. Sì, ci hai messo un po’ più del dovuto, ma questa non è una scusa per la sua disobbedienza.
Sbuffi rumorosamente. Devi prendere una decisione, ed è meglio farlo in fretta prima che a qualche fanatico venga voglia di entrare nelle stalle per far giustizia per conto del Beato Dio.
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Chiami Evan ad alta voce. ▶︎ 07
Leghi la strega a un palo e vai a cercare Evan. ▶︎ 19