Home Creators Posts Import Register Favorites Logout

Content

I already showed you all the other PGs in my Ravenloft campaign, except for Dirk who wasn't present during these last sessions. But the player came at the last one, playing with his usual enthusiasm, so I invited him to come back at the next session too. His character is Dirk, a brutal warrior (a fighter) with few things to say and and easy to engage anyone in combat.

Vi avevo già mostrato tutti gli altri personaggi della mia campagna di Ravenloft in un precedente post, ma mancava Dirk! Il giocatore che lo impersona si era assentato nelle ultime sessioni che abbiamo giocato e sinceramente pensavo si fosse stancato, quindi non avevo disegnato il suo personaggio. Però sabato scorso è tornato a giocare con noi, ha ripreso il suo personaggio e l'ha interpretato bene, quindi gli ho chiesto di tornare anche per la prossima sessione.

E ovviamente ho subito disegnato anche il ritratto del suo personaggio, perché uso degli "standee" che piazzo davanti ai miei giocatori in modo che abbiano sempre davanti agli occhi il loro personaggio giocante, altrimenti si cade nella trappola di equivocare il PG con il giocatore e di rivolgersi al giocatore che lo interpreta anche quando si è "in-game".

Io poi non gioco con le miniature, o meglio, le uso ma non per muoverle su una mappa come se fosse Heroquest o D&D 4a edizione: preferisco narrare gli scontri a parole, lasciare che i giocatori immaginino la scena e al limite segnare su un pezzo di carta solo chi sta fronteggiando cosa, oppure usare la miniatura solo per indicare quanti mostri ci sono attorno a qualcuno o robe del genere, senza davvero simulare lo scontro su una mappa. Ritengo infatti che anche in questo caso si cada in una trappola: se hanno una mappa davanti, i giocatori tendono a visualizzare la scena dall'alto, cioè come la vedono rappresentata, come se fossero su un drone, e io non voglio che nella loro mente visualizzino lo scontro dall'alto... io voglio che la immaginino dal punto di vista del loro personaggio, esattamente come gliela descrivo! Per facilitare le cose quindi, niente mappe su quadrettato e miniature (non necessarie) usate solo per fini rappresentativi.

Il mio modo di giocare dà i suoi risultati: chi sta attento e non si distrae (ad esempio con quei cazzo di cellulari) ha sempre una visione molto personale di quello che succede, immagina la scena proprio come la sente descritta, come se stessi raccontando loro una fiaba o una storia. È la magia della narrazione. Di contro c'è il fatto che senza le miniature in campo i giocatori devono stare attenti, far lavorare la fantasia. Siccome non tutti lo fanno, mi capita spesso che il tizio di turno, riemergendo da facebook su cellulare, mi faccia "scusa chi è che sta attaccando Marzia?" ...dopo che io come DM ho descritto la scena in modo epico e soprattutto sentendo che dice "Marzia" anziché "Prunilla" capite bene che mi cascano le palle a terra dalla desolazione.

Ecco perché questi "portraits" sono così importanti, per me. Il portraits supplisce almeno a una piccola mancanza, ovvero quella visiva del PG (non tutti hanno le minis infatti, e usare un bottone come minis non aiuta). L'altra accortezza che potrei mettere in campo è far mangiare ai miei giocatori i loro cazzo di cellulari, ma devo dire che a 40 anni mettermi a fare loro il discorsetto "evitiamo il cellulare plis" mi sembra davvero troppo... e comunque la maggior parte dei miei giocatori non si distrae affatto, mi capita più che altro coi ccciofani.

BONUS: foto delle minis di Dirk realizzata con Heroforge:

Files

Comments

Roccia

Sono molto d'accordo sul tuo modo di gestire le ruolate: ha fatto il master Ken il guerriero (usava il sistema di simulacri) e ne il gioco di ruolo ufficiale dei manga (Kappa Edizioni), In Ken c'erano punti movimento precisi e quindi si usava per forza un terreno di gioco per simulare i devastanti combattimenti. Ma quando non serviva (dipendeva anche da QUANTI giocatori avevo) lasciavo semplicemente la narrazione e combattimenti "rapidi" per i pesci piccoli senza comunque scordare MAI la narrazione. Ne il gioco di ruolo dei manga avevo creato un'ambientazione alla LUPIN III, due giocatori uno poliziotto e l'altro ladro uniti per uno scopo comunque. Tra l'altro è un bel sistema universale. Ho scritto troppo Bigio XD