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  147.

Per quasi tutto il resto della giornata lavori nella radura, raccogliendo grosse paline di legno, tronchi e travi per sistemarle ordinatamente a formare le pire funerarie. Pietre e massi di varia misura vengono trasportati per delimitare le aree dove arderà il fuoco. Sulle cataste di legna vengono issati i corpi dei defunti, avvolti in sudari abbondanti intrisi di unguenti profumati. 

La cerimonia funebre non inizierà prima che sia scesa la sera, quindi al termine della preparazione, quando il sole si sta già abbassando verso l’orizzonte, torni da Trizia. La Dama del Lago se ne sta seduta su una roccia al margine della radura, proprio vicino al punto dove avevi lasciato i pezzi della tua armatura e la tua spada, prima di unirti agli altri briganti nel lavoro.

«Abbiamo finito. È tutto pronto. – Le dici, ansimando. – Adesso parliamo.»

«Sei sporco e sudato. Sicuro di non volerti andare a dare una ripulita?»

Ti indica un secchio di legno colmo d’acqua, e degli stracci lacerati sui quali sono stati appoggiati dei pezzi di sapone. Afferri uno straccio e lo usi per asciugarti il sudore, quindi immergi direttamente la testa nell’acqua e quando la estrai dal secchio scuoti energicamente i capelli per asciugarli alla buona.

«Ecco fatto. Adesso parliamo.» Insisti.

«Vuoi parlare, eh? Va bene… seguimi.» Ti dice, con un tono malizioso che non riesci a decifrare. Non hai alternative se non seguirla.

Si inoltra nel bosco fino a una vecchia postazione di guardia, orma ridotta dal tempo a nulla di più che un mucchio di rocce coperte di muschio circondate da rade sterpaglie. Forse cento o duecento anni fa questa era una torre, ma adesso ne resta poco più che un cerchio di pietre. Trizia si siede sul muro di pietra, poi un colpo di tosse la costringe a portare la mano alla bocca. 

Finge che non sia nulla di grave e ti squadra con un sorriso suadente.«Ecco… qui possiamo “parlare”…» Ti dice. Sospetti che abbia frainteso le tue intenzioni, ma sei certo che Trizia non avrebbe problemi a giacere con te qui e subito, nonostante il lutto. Il suo sguardo è molto eloquente.

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«Hai la peste bianca?» Le chiedi, mantenendo le distanze. ▶︎ 132

«Aspetta. Devi spiegarmi più nel dettaglio cosa è successo stamattina.» Le dici, mantenendo le distanze. ▶︎ 127

Non le chiedi nulla, per adesso: piuttosto meglio accettare il suo tacito invito e giacere con lei. [Devi essere almeno “amico” di Trizia per intraprendere questa scelta] ▶︎ 156

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