Home Creators Posts Import Register Favorites Logout

Downloads

Content

Stavolta ho giocato d'anticipo e ho consegnato le tavole da colorare, a Maeb, direttamente a fine Gennaio. Il problema era che in questo episodio c'è molta azione, quindi pochissime occasioni di disegnare personaggi in semplici pose statiche e con una inquadratura poco dinamica. Se mi concentrassi su un fumetto alla volta, sicuramente avrei meno bisogno di cercare in tutti i modi degli espedienti che mi permettano di realizzare più tavole possibile in poco tempo... ma altrettanto sicuramente non mangerei. Lavorare contemporaneamente a Bikini Armors, The Author, The Author RWD, Vanth, Il Sentiero Oscuro, Avventur Land, Deficients & Dragons e magari anche a qualche altro progetto mi consente di tirar su un income decente a fronte di un minimo di organizzazione per non perdere il filo della storia.

Per fortuna (anzi, diciamo che la fortuna non c'entra niente, qui si tratta di scelte consapevoli) i miei webcomic sono spesso comic strip o comunque narrazioni derivati da quel formato, quindi sfruttano spesso soluzioni come il copia+incolla, le inquadrature teatrali, una colorazione semplice o una dimensione ridotta, permettendomi di velocizzare la realizzazione e mantenere comunque alta la qualità.

Ecco, in questo episodio di Bikini Armors non ho potuto ricorrere a molte di queste strategie, quindi ho giocato di anticipo, poi Maeb ha fatto un lavorone, e adesso l'unico mio rammarico è che lo leggerete in pochi minuti (perché ci sono pochi dialoghi e tanta azione) e poi dovrete aspettare un altro bel periodo per leggere il seguito.

Sì, perché prossimo mese darò la priorità alla doujinshi ...ma dietro le quinte cercherò di anticiparmi anche qualche tavola di BA per Aprile, in modo da non passare a Maeb le tavole all'ultimo momento. E magari chissà... recuperiamo qualcosa.

Files

Comments

Claudio

visto quello che scrivi non sarebbe male avere una AI che ti fa del lavoro (magari organizzativo, non di produzione diretta). Tanto come sto scoprendo al lavoro, la AI è dappertutto anche se uno non la vede (tipo google transalte è una AI, ...)

Matteo Scaldaferri

John Byrne, autore canadese, oramai in pensione era famoso per gli "espedienti" per velocizzare la consegna mensile delle tavole. In un famigerato numero di Alpha Flight, supergruppo canadese da lui creato, una dei protagonisti finisce in una terribile bufera di neve. Progressivamente non si vede più nulla, e poi per cinque intere pagine, le tavole sono interamente bianche! Solo i balloon dei dialoghi fanno proseguire la storia. Non ti sto suggerendo di prendere esempio, perché la reazione dei lettori non fu molto positiva. ;)

Bigio

Anche tu scrivi AI in italiano? Che è, una Antelligenza Irtificiale? Sto aspettando di trovare una IA che mi semplifichi il lavoro, cose sceme, ad esempio fare i flat a una pagina oppure inchiostrarla a partire da una bozza. Purtroppo al momento il livello è di una mediocrità imbarazzante e perderei più tempo a stare appresso agli errori commessi da sedicenti "aiutanti" automatizzati che a farmelo da solo. A livello organizzativo invece non mi serve una IA e non la userei mai, è l'unico livello del mio lavoro che implica un minimo di contatto umano non ci tengo a sostituirlo con una interfaccia artificiale... e poi non è quello che mi fa perdere tempo.

Bigio

Ma di soluzioni del genere ne applico in continuazione. Solo che vanno applicate previo ragionamento. Per capirci: se devo decidere di far scontrare due personaggi in una fossa oppure in mezzo a decine di persone che acclamano i combattenti, scelgo la fossa e limito la comparsa del pubblico a un paio di inquadrature veloci in cui si vede la gente in cima. È la prassi in quasi ogni fumetto che faccio, non ho ancora mai avuto il lusso di essere pagato "a tavola" e comunque non una cifra sufficiente da poterci dedicare un giorno intero, in modo da potermi mettere a disegnare un branco di cavalli che corre nella foresta.

Matteo Scaldaferri

Purtroppo la situazione dell'editoria italiana è oramai quella che descrivi: non esistono più molte case editrici che pubblicano in edicola. Quindi lo spazio per gli autori si è ristretto moltissimo. Ci sono meno pubblicazioni, e solo poche case editrici hanno uscite regolari che permettono di pagare a tavola. Non so come vada in Francia, ma probabilmente anche lì lo spazio si è sensibilmente ridotto. Byrne aveva atteggiamenti che, oggi, si direbbero da "troll". Nell'esempio che citavo aveva lasciate bianche 5 pagine sulle 18, circa, che componevano la storia. In quel periodo, se non ricordo male, scriveva e disegnava almeno due serie mensili. Doveva usare un sacco di espedienti, e dal punto di vista fumettistico, era uno che "sapeva copiare" dai più bravi, non inventava nulla. Quello che fai tu è molto più sottile, e meno fastidioso per il lettore. E sicuramente è molto interessante leggere i "dietro le quinte" qui su Patreon. ;)

Claudio

"AI" perché al lavoro tutti i documenti sono in inglese, dopo un po' mi sono abituato a scriverlo così. Cmq il mio era un invito a non chiuderti una possibilità per il futuro di sgravarti dai lavori "noiosi"

Bigio

Sì, certo. Ironizzo perché in quasi tutti i libri, fumetti e film si diceva IA per tradurre "AI" in italiano (emblematico il titolo del film di Spielberg). Poi l'anglofonia dilagante ha iniziato a colpire tutti, e adesso anche nelle frasi in italiano si usa "AI" ma a me suona strano, un po' come quelli che parlano "andiamo a fare un brunch che poi ho una call con il mio media-manager (pronunciato MIDIA perché secondo loro non è latino). Sta cosa mi fa ridere più che incazzare.

Claudio

già, purtroppo l'italiano si sta imbastardendo, almeno nell'uso quotidiano, con parole inglesi o con parole italiane/latine pronunciate all'inglese (tipo la marca di scarpe Nike pronunciata Nàik e non Nìke)