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Innanzitutto, questo episodio di The Author - Instagrave è effettivamente extended per i miei Patreon: laddove la versione l'autore attacca il suo discorso logorroico, nella versione social del fumetto Dia lo zittisce quasi subito. Qui lo lascia parlare per altre due vignette (e dalle espressioni di Dia capiamo quanto in verità lo stia ascoltando).

Non so ancora quale delle due versioni finirà nel cartaceo, ma in genere propendo sempre per la versione "estesa", anche solo per amore di completezza.

Invece soffermiamoci un po' sulla sceneggiatura di questo episodio: dovete sapere che l'intera parte finale (quando arriva Fosca) è stata cambiata più volte, mentre disegnavo l'episodio. In una delle versioni originali, sembrava che Fosca credesse alla cazzata dai gremlins e Dia commentava "ora capisco come nascono le teorie del complotto". Vi posto la bozza del dialogo originale:

Questa versione è stata cancellata perché non volevo che Fosca fosse percepita come una deficiente. Intendiamoci: a me sembrava chiaro che FINGESSE di credere all'autore, ma al lettore poteva nascere il dubbio che ci credesse davvero. Inoltre mi sembrava eccessivo che entrambe le protagoniste dell'episodio denigrassero le teorie dell'autore: di certo l'autore è saccente e logorroico, ma quello che dice merita di essere considerato, non denigrato.

Quindi ho rimosso questi dialoghi e l'ho sostituiti con "maledetti gremlins" pronunciato da Fosca con espressione palesemente compassionevole, a ribadire con chiarezza che OVVIAMENTE Fosca non si è bevuta la storia dei gremlins, ma che sta dando amorevolmente ragione a quello scemo del suo ragazzo.

Prima di questa versione (che è diventata quella definitiva) ce n'era una in cui Fosca diceva "è colpa del capitalismo, quindi" e l'autore reagiva come Will Smith in quel meme preso dalla locandina di Hicks:

Ovviamente si rivolgeva a Dia per farle notare che Fosca era arrivata alla sua stessa conclusione. Però non mi convinceva. Fosca avrebbe potuto dirlo solo per far contento l'autore, e si generava nuovamente un effetto di sospetto sia nei confronti di Fosca che nei confronti dei ragionamenti dell'autore.

Alla fine, come è ovvio, la versione finale è la versione migliore.

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Comments

Joel

Credo che siano cambiati i tempi. Gli editori "vecchio stile" spariranno. Niente più intermediari. Si farà tutto on demand, e chi riuscirà a crearsi un pool di seguaci guadagnerà di più. C'è una "scrittrice" che prima si è fatta un seguito di 10,000 seguaci e poi ha pubblicato on demand il suo libro contando su almeno il 10% di vendite. Mentre i grandi editori faranno soldi spingendo questi artisti che già hanno un pool, rischiando meno. Su stanno facendo fumetti di novel e romanzi di gente che si è presentata senza editori ma in modo indipendente.

Bigio

Sì, certo, ci sono anche i ME CONTRO TE che si sposano facendo pagare 100 euro il biglietto ai partecipanti (e 250 se vuoi incontrare gli sposi) ma NON voglio pensare che l'arte, in futuro, diventi appannaggio di chi ha più "follower" perché -diciamocelo- la massa non ha minimamente idea di cosa sia l'arte, la massa "consuma" e consuma per soddisfare se stessa, se ne sbatte il cazzo di leggere di altri, non è curiosa, non ha immaginazione, non ha voglia di farsi raccontare le cose attraverso l'arte. Personalmente continuo a pubblicare cartacei che mi permettono di vivere (diciamo 50 e 50 con i miei introiti "digitali") e se pubblico cartacei è perché SPERO che qualcuno passando davanti a una copia de Il Sentiero Oscuro o di Bikini Armors (ho citato due a caso) dica "che cazzo è 'sta roba? vediamo". Senza nemmeno sapere chi sono. Solo per curiosità, perché affascinato dai disegni o perché ha letto qualcosa di me altrove. Altrimenti tanto vale riprendersi la faccia mentre si dicono cose banali e allettanti, e poi vendere le scoregge in barattolo, tanto i miei follower se le comprano.

Joel

Sì è sempre fatto vendere gli eventi degli artisti. Meet and greet. Se ha letto di te altrove probabilmente è interessato alla tua opera. Ti dirò, io prendo i tuoi prodotti perché sono i tuoi prodotti, non perché sono di "casa editrice X". Non vado allo stand della "casa editrice X" perché è lo stand di "casa editrice X" ma perché lì trovo te. "Casa editrice X" guadagna su di te, non sei tu che guadagni grazie a loro. Se da X passassi a Y ai tuoi acquirenti fregherebber nulla.

Bigio

Sì è sempre fatto tutto, il punto è che ora è peggio e che l'andazzo rischia di essere deleterio per quanto di buono c'era prima. Anche quando nacque la televisione si diceva "video kills the radio stars" ma si trattava solo di uno spostamento degli interessi: da radio a televisione. Adesso invece si tratta di annichilimento del senso artistico, con risultante idolatria della persona anziché capacità di comprendere il mezzo. È come se anziché comprendere la grandiosità della Gioconda, la gente si comprasse qualsiasi stronzata Leonardo facesse (o persino facesse fare ad altri). Non è affatto la stessa cosa. Io voglio riportare la centralità sulle opere, e non sugli artisti. Quindi voglio che chiunque mi segua non sia un "follower" ma un lettore, un estimatore di quello che faccio. Non registro vocali salutando i nipoti a casa: io disegno. Il disegno è il fulcro, non chi lo fa. Quindi non pubblicherò mai nulla "on demand" permettendo alla gente di comprarla perché idolatrano me. E non voglio editori che facciano cose del genere.

Joel

Non era il mio discorso. Il discorso era che le case editrici guadagnano meno. Ecco, tolti i grandi nomi che possono pubblicizzarti ovunque e hanno grandi canali di distribuzione, ai piccoli artisti conviene farsi pubblicità da soli e autoprodursi a gratis on demand. Sinceramente, credi di aver venduto i Secret files perché la tua casa editrice (che guadagna sulla tua opera) ti ha fatto promozione o li hai venduti perché ti sei fatto il culo online sui social e poi su patreon? Se tu facessi un secret file su Amazon print on demand io li comprerei lo stesso. E sui 9€ di prezzo di copertina, 6 andrebbero a te. Invece di 2-3 a dire tanto.