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307.

Entri nella stalla, nulla di più che una tettoia sotto la quale gli animali potevano cibarsi restando all’asciutto. Tuttavia il temporale è talmente intenso che l’acqua ha invaso il terriccio sotto i tuoi piedi trasformandolo in una fanghiglia appiccicosa, impastata con paglia ed escrementi. Un vero schifo.

«Signore…» Geme Evan, vedendoti entrare. Il suo sguardo è spento, i capelli sono intrisi di sudore e appiccicati dal fango. È disteso su un mucchio di paglia e si stringe la maglia sul petto. La sua tunica è completamente coperta di sangue e persino la fanghiglia ai suoi piedi è intorbidita di rosso.«Non pensate a me… posso resistere. Dovete abbattere il lupo!»

Sul lato opposto della stalla, un grosso lupo si sta cibando di uno dei cavalli che erano legati alle travi e che non è riuscito a sottrarsi all’assalto. Altri cavalli nitriscono con nervosismo alle spalle del lupo, strattonando le briglie ma senza riuscire a liberarsi.

Trizia e Sorella Benedetta si muovono tra i cavalli imbizzarriti con sufficiente sotterfugio da cogliere di sorpresa il lupo nero, e lo attaccano alle spalle. Ovviamente non hai intenzione di restare ad osservarle mentre combattono con quella bestia immonda, mentre il tuo scudiero muore dissanguato.

Corri verso Evan cercando di prestargli soccorso. ▶︎ 289

289.

Sorella Benedetta e Trizia colgono il lupo di sorpresa: il vantaggio tattico che hanno sfruttato ha permesso loro di sferrare il primo colpo. Ma il lupo è lungi dall’essere sconfitto. La bestia si volta con rabbia e le due ragazze cercano di tenerlo a bada mentre tu ti occupi di Evan.

«Il lupo… dovete ucciderlo, Signore…»

«Per l’amor del Beato Dio, sta’ zitto, Evan.» Gli dici, secco. Il ragazzo sanguina copiosamente un’ampia ferita all’altezza del rene sinistro: il lupo lo ha morso, quasi squarciandogli fianco. Si sono anche segni di artigliate più o meno profondi sia sulla schiena che sulle braccia, ma in confronto a quel morso devastante non sono altro che graffi. Hai visto cavalieri soffocare nel proprio sangue per ferite come quelle: il tuo scudiero non sopravviverà se non fai subito qualcosa.

«So cosa fare, bisogna fermare l’emorragia e cauterizzare la ferita.» Gli dici. [il tuo livello nel Sentiero della Disciplina deve essere almeno 5 per intraprendere questa scelta] ▶︎ 282

«So cosa fare, bisogna tamponare e medicare immediatamente la ferita.» Gli dici. [il tuo livello nel Sentiero del Misticismo deve essere almeno 5 per intraprendere questa scelta] ▶︎ 304

«So cosa fare, dobbiamo bendare la ferita e continuare a comprimerla.» Gli dici, strappando strisce di stoffa dalla sua tunica. ▶︎ 291

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Comments

alessandro mazza

Vorrei dire 282 ma onestamente con titta sta serie di scelte fstte altro che Disciplina 5 🤣 quindi sono onesto e dico 304 che mi pare più probabile 😃

CiviZ

282

Obi-Five (Tha_rio)

Con i poteri conferitimi da anni e anni di medical drama: 282

Giovanni Savoldi

“Ovviamente non hai intenzione di restare ad osservarle mentre combattono”, ah, no?

Giovanni Savoldi

“So cosa fare, bisogna colpire Evan in testa e farlo smettere di soffrire!”

Giovanni Savoldi

Perché tu hai percorso il sentiero del farsi Ardea! (Oggi sono in formissima)

alessandro mazza

Che poi a dire la verità nella mia partita fatta sui libri alla fine sel secondo ho disciplina 4, quindi non ero nemmeno lontanissimo dall'obiettivo

Joel

Ma una sensata tipo ammazzare il lupo e poi occuparsi dello scudiero? Spada e armatura sono un vantaggio tattico enorme. Bah...

Bigio

Ti dico che in un percorso alternativo (forse quello in cui si resta uniti?) il cavaliere dice proprio che nella milizia gli hanno insegnato prima a sbarazzarsi dei nemici e poi a prestare soccorso, ma in questo caso specifico il tuo scudiero è a un passo dalla morte e non sei da solo: puoi contare su altre due combattenti che si occuperanno del nemico dandoti tempo... quindi non prestare immediatamente soccorso sarebbe poco sensato. Rischi che Evan muoia.

Bigio

«tsk... 'sti cavalieri che hanno militato facendo i passacarte anziché pugnare in battaglia, e poi non sanno manco come ci si toglie una scheggia da un dito» cit. nonno templare