Il Sentiero Oscuro /99 (Patreon)
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329.
«Sappiate che abbiamo già preso in custodia la presunta strega, confinandola in una delle nostre celle. Domani mattina il sommo inquisitore e i suoi assistenti la processeranno; il processo è pubblico, ovviamente. Chiunque voglia potrà assistere. La Santa Inquisizione confermerà oppure confuterà l’ipotesi che la giovane donna sia una delle concubine del Caduto.» Di nuovo entrambi si fanno il segno del sacrificio. «In seguito al verdetto la donna verrà consegnata alle guardie del borgomastro di Cerqueto, affinché sia giudicata ed eventualmente condannata.»
Resti momentaneamente interdetto. La monaca abbassa il cartiglio e ti osserva, cercando di interpretare il tuo stupore. Filippo, invece, comprende la causa del tuo sgomento e ridacchia sommessamente.
«Cosa credevi, che saremmo stati noi a bruciarla sul rogo?» Ti domanda, con fare divertito.
«Beh… sì… credevo che l’inquisizione si occupasse di mondare la terra dalle creature del caduto, eventualmente purificandole nella fiamma.» Rispondi.
Sia l’anziana monaca che l’inquisitore scoppiano in una fragorosa risata.
«Mio giovane cavaliere,» Ti spiega Filippo, riprendendo fiato con un sorriso, «Certo, la Santa Chiesa del Beato Dio non intende sottrarre potere al popolo, noi siamo qui per guidare e consigliare. Predichiamo il perdono, la conversione, la purezza delle azioni. Credi che il Patriarca presso la Città Eterna ci permetterebbe di andarcene in giro a dar fuoco a chi ci pare?»
Resti in silenzio. Filippo prosegue.
«È il signore locale che esercita la giustizia sulle sue terre, non la Santa Chiesa. È stato il popolo a consegnare la Strega al Vescovo-Conte, o sbaglio? Ed è stato sempre il popolo che voleva linciarla per il solo sospetto che fosse una strega ma non ne ha avuto il coraggio. D’Ambroise, anzi, ha voluto che tu la portassi qui affinché ci accertassimo della natura di quella donna.»
«Se la fanciulla che ci hai consegnato è veramente una strega, la consegneremo di nuovo alla milizia cittadina e sarà il Seigneur di Sant’Eraldo in persona, Baudouin Martin, a decidere cosa farne. Noi esaminiamo, valutiamo, giudichiamo… ma non condanniamo.»
Annuisci in silenzio, riflettendo sulle loro parole. ▶︎ 353
353.
Prima che tu possa congedarti, Filippo si avvicina a te chiedendoti il permesso di farti una richiesta. Il suo fare cortese, come quello di chi sta chiedendo un favore. Annuisci, concedendogli la parola.
«Gradirei consultarvi, stasera. Raggiungetemi presso la mia cella, dopo la preghiera dell’ora nona. Voglio saperne di più di quella fanciulla.»
Detto questo, si allontana di un passo e protende la mano, per permetterti di baciare il suo anello pastorale. Chini il capo anche in direzione della madre superiora, poi recuperi l’elmo ed esci dalla stanza. Il sibilare del vento ti avverte che fuori sta ancora infuriando la tormenta estiva e dalle alte vetrate del convento filtra luce una luce tenue e fredda, nonostante il tramonto.
Ti dirigi verso il refettorio, sperando in un pasto caldo. Sorella Benedetta e Jacques sono già lì e hanno già iniziato a mangiare. Probabilmente è giunta l’ora sesta e le monache stanno servendo a tutti un pasto frugale prima dei vespri. Sorella Benedetta ti saluta con un cenno del capo, ha lo sguardo di chi vuole parlarti e forse questo è il momento giusto per farlo.
Jacques sta mangiando di gusto. La pelle del volto è arrossata per il quasi congelamento che ha sofferto, arrivando fin qui. Sospetti che le monache gli abbiano anche medicato i piedi, ma non riesci ad averne conferma, giacché siede composto con le gambe sotto il tavolo.
Ti siedi in disparte e mangi da solo. ▶︎ 343
Ti siedi vicino a Jacques. ▶︎ 336
Ti siedi vicino a Sorella Benedetta. ▶︎ 324