Katy: OIL (Patreon)
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The inspiration is a full black painting I've seen during a past edition of the Biennal Exposition, in Venice. I imagined Katy emerging from the pitch darkness, from a sea of oil. There are many comunicative intents behind this opera, but I just wanted to remember you that in many cases the "bottleneck" is your mind.
Circa tre o quattro edizioni fa, alla biennale, vidi un quadro tutto nero con scritto "OIL" e mi fece pensare un sacco. Era bellissimo. Mi ricordò la pipa di Magritte, ma racchiudeva anche la semplicità di esecuzione di un taglio di Fontana (che non è semplice manco per niente ma vabbé, tralasciamo). Così ho pensato ad una Katy che emerge dal nero, dalla pece, dal petrolio (in inglese semplicemente "oil"). L'ho pensata come una figura artistica, come se fosse una ragazza vera che si contrappone alla mercificazione del suo stesso corpo impastandolo con qualcosa di sporco e maleodorante, ma che finisce per divenire ancora più attraente perché quella roba è la cosa con più valore al mondo, il fondamento della corrente economia, il motivo per cui trapaniamo l'Alaska e i fondali marini. Vabbé mo' non è che ci dovete leggere tutto questo, però è per spiegarvi che spesso opere anche semplici nascono da esigenze comunicative complesse, e che il collo di bottiglia è il cervello di chi le guarda.
Versione con un pochino meno di petrolio inclusa nelle ricompense King.
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