Orinoco /03 (Patreon)
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Entrai rapidamente in casa e afferrai la porta, chiudendola dietro di me con violenza. Percepii una serie di oggetti che a causa delle vibrazioni caddero a terra, alle mie spalle, ma non mi voltai: volevo essere certo del risultato, e lo ottenni. L’essere rimase chiuso fuori.
«Cosa cazzo fai, Caidon?» Mi chiese una voce alle mie spalle, arrabbiata. Mi voltai giusto in tempo per vedere Sierran che si precipitava verso la porta. Sierran non era cambiata poi molto da quando ero partito: aveva due lunghe antenne filiformi che le scivolavano fin dietro la testa, occhi composti sottili, mandibole delicate, un corpo esile, un carapace poco spesso. Era una femmina dopotutto, ma avevo visto femmine Paigru ben più grandi di Sierran, lei decisamente non aveva il fisico per far parte della milizia cittadina. Per questo si era dedicata da sempre più che altro allo studio e alla composizione delle misture per conto dei Custodi. Sfruttò la mia sorpresa nel rivederla per scostarmi di lato e aprire la porta. Il millezampe scivolò in casa e corse verso il letto in fondo alla stanza, avvolto nella penombra. Sierran richiuse gentilmente la porta.
«Quella è Milla. È il nostro millezampe.» Mi disse.
«Non avevi un millezampe quando sono andato via.»
«È di Zei. Lo ha preso subito dopo la tua partenza. Ah, già, scusami. C’è Zeimaldes in quel letto laggiù. Va’ a salutarla, e cerca di piacere anche a Milla o Zei mi costringerà a buttarti fuori casa.»
Zeimaldes era una giovane esploratrice, che aveva ricevuto piena responsabilità presso i Numaloric poco prima che io mi allontanassi dal villaggio Paigru. Come tutti i giovani Paigru era avventata e poco esperta, ma avevo imparato ad apprezzare la sua testardaggine, quel paio di volte che avevamo condiviso una pista. Mi avvicinai. Zei rivolse verso di me i grossi occhi neri e sfaccettati, aprendo a malapena le mandibole. Doveva essere molto debole.
«Caidon… mi dispiace per Milla. Non ti conosce, è molto protettiva.»
«Non fa niente.» Le dissi, abbassando inconsapevolmente il tono della voce, per adeguarmi al suo, quasi un sibilo. Lei annuì con la testa, continuando ad accarezzare l’animale.
«Sei venuta ad abitare qui?» Le domandai.
«No… Sierran si occupa di me quando non mi sento al 100% e oggi… è uno di quei giorni.»
Mi voltai verso Sierran chiedendole silenziosamente una spiegazione. Mi indicò una stanza, quindi vi entrò. Mi stava invitando a seguirla, forse non voleva che Zei ascoltasse la nostra conversazione, in ogni caso mi chiesi se non fosse meglio restare invece con Zei, anche per valutare meglio le sue condizioni.
Decisi di restare e mi avvicinai a Zeimaldes ➤ 004
Decisi di seguire subito Sierran, ero curioso ➤ 027
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