Il Sentiero Oscuro /54 (Patreon)
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Le pire funerarie sono state già accese quando giungi alla radura. Le fiamme si allungano alte verso il cielo notturno, illuminando con luce calda l’intera distesa erbosa e la boscaglia che la delimita.
La Strega si siede su una roccia appena a destra del sentiero che vi ha condotti qui, mentre Evan resta al tuo fianco. Trizia sta ancora parlando ai briganti, sai che aveva preparato un discorso per la morte di Bartolomeo, e uno anche per la morte di Buc. Un discreto gruppo di briganti siede in cerchio attorno a lei, intonando cori tipici di queste cerimonie. I cori accompagnano le parole della Dama del Lago, e le pire crepitanti ricreano un’atmosfera di malinconica festa, adatta a questo tipo di celebrazione. Alcuni briganti alzano i calici al cielo, alcune donne si uniscono a formare un lamento rituale, altri ancora piangono ricordando le gesta dei defunti.
Ti aspetti che da un momento all’altro Trizia ti chiami per dare a Bartolomeo un ultimo saluto. Lei ha fatto riferimento all’estrema unzione, ma tu non sei un prete e tecnicamente non potresti concederla. Inoltre i corpi dei defunti stanno bruciando su pire ardenti, una tradizione pagana, e già adesso temi che ci sia rimasto ben poco dei loro corpi che tu possa benedire.
Te ne resti in attesa in disparte, guardandoti attorno un po’ per curiosità e un po’ per noia, e forse per questo sei uno dei primi ad accorgersi che qualcosa ha disturbato gli uccelli notturni. Li vedi sollevarsi in cielo di colpo, a stormi, allontanandosi dalla radura. Se non li aveva spaventati il fuoco, cosa può averlo fatto?
«Che succede, Signore?» Ti domanda Evan, notando che la tua mano è scivolata sull’elsa della spada.
«Qualcosa si avvicina da est…» Mormori. Poi un ululato prolungato squarcia la notte e interrompendo i canti e i discorsi. L’ombra di una grossa belva nera si staglia in mezzo all’erba della radura, avvicinandosi lentamente.
«Le loup garou!» Grida una donna, in una lingua straniera. Bastano quelle parole a scatenare il panico. In molti scappano in direzione dell’accampamento, senza nemmeno capire da che parte provenga la minaccia. Trizia estrae i coltelli e si avvicina alle pire, dove la luce è più intensa e intravedere la bestia sarà più facile.
«Un branco di lupi?» Sussurra Evan, con voce tremante.
«No… non un branco. Sembra un lupo solitario. Grosso, nero.» Glielo indichi, si sta avvicinando e la sua stazza emerge dall’erba della radura. Sarà alto almeno un metro al garrese, non ne avevi mai visto uno così grosso.
Ti sposti affiancando Trizia, vicino alle pire ardenti. Da lì, anche Evan riesce a vederlo: emettendo un grido strozzato si ripara dietro di te.
«Deve essere rabbioso. – Ti spiega Trizia. – Normalmente si muovono in branco… e hanno paura del fuoco. Ma questo non sembra averne.»
«So che se un membro del branco contrae la rabbia, gli altri tendono ad isolarlo. Forse è rabbioso, affamato e in cerca di cibo.» Le dici.
«È un lupo mannaro.» Sussurra la Strega, avvicinandosi a voi con una tranquillità che le invidi. Trizia sputa a terra, sei abbastanza sicuro che non creda a certe storie. I lupi mannari, persone che nelle notti di luna piena si trasformano in bestie affamate. Scuoti la testa.
«Signore, la Strega ha ragione! Guardate: c’è la luna piena, stanotte.» Mormora Evan, nascosto alle tue spalle, indicando in alto. Sollevi lo sguardo al cielo stellato. Il bagliore delle fiamme alle tue spalle offusca quello di molte stelle, ma non quello della luna, che si staglia perfettamente circolare nel cielo terso.
«Ve l’ho detto, è un lupo mannaro!» Ribadisce Ardea.
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FINE DELLA PRIMA PARTE(del libro secondo)
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